Stegosauro: giocattoli, figure e scheletri da costruire

Lo Stegosauro è il dinosauro delle placche: chiunque, anche un bambino di tre anni, lo riconosce a colpo d'occhio, e ogni figura o peluche che lo rappresenta punta tutto su quella sagoma. È anche una specie molto più antica di quanto si pensi, vissuta nel Giurassico. In questa scheda trovi i suoi dati principali, la storia del famoso "secondo cervello", i dettagli che separano una figura curata da una approssimativa e i quattro prodotti del negozio collegati a questa specie, dal gioco per i più piccoli allo scheletro da costruire.

Quando visse lo Stegosauro e quanto era grande?

  • Nome: Stegosaurus, che significa "lucertola con il tetto". Il paleontologo Othniel Marsh, che lo descrisse nel 1877, pensava che le placche stessero distese sul dorso come le tegole di un tetto.
  • Epoca: Giurassico superiore, tra circa 155 e 150 milioni di anni fa.
  • Luogo: soprattutto Nord America occidentale, nelle rocce che oggi affiorano in Colorado, Wyoming e Utah. Resti attribuiti al genere sono stati trovati anche in Portogallo.
  • Dimensioni: circa 9 metri di lunghezza.
  • Peso: alcune tonnellate, con stime che variano molto da un esemplare all'altro.
  • Alimentazione: erbivoro. Brucava piante basse come felci, equiseti e cicadee, con un becco senza denti davanti e piccoli denti a forma di foglia sui lati. Il suo morso era debole.

Uno degli scheletri più completi mai trovati, soprannominato Sophie, è esposto al Natural History Museum di Londra. Nella specie meglio conosciuta, Stegosaurus stenops, si contano 17 placche, disposte in due file sfalsate lungo la schiena.

Lo Stegosauro aveva davvero due cervelli?

È il mito più famoso legato a questa specie. Nelle vertebre all'altezza dei fianchi c'è una cavità molto più grande di quella che contiene il cervello. Marsh ipotizzò che ospitasse una specie di secondo cervello per comandare zampe e coda. L'idea è stata abbandonata da tempo: oggi si pensa che quella cavità contenesse una struttura simile a quella che si trova negli uccelli, una riserva di sostanze nutritive e non un organo che ragiona.

Il cervello vero era effettivamente piccolo rispetto alla mole dell'animale. Questo non significa che fosse "stupido": per brucare piante e difendersi ha funzionato per milioni di anni.

Le placche servivano a difendersi?

Probabilmente no, o non soprattutto. Erano sottili e attraversate da vasi sanguigni, poco adatte a fermare un morso. Le ipotesi più seguite sono il segnale visivo, per farsi riconoscere dai simili, e in parte la regolazione della temperatura. Su quale pesasse di più gli studiosi non sono d'accordo.

E la coda con gli aculei?

Quella sì era un'arma. Le quattro punte in fondo alla coda hanno perfino un nome curioso, "thagomizer", nato da una vignetta umoristica e poi adottato dagli stessi paleontologi. Una vertebra di Allosauro conserva un foro compatibile con uno di questi aculei.

Lo Stegosauro ha incontrato il T-Rex?

No. Tra lo Stegosauro e il T-Rex passano più di 80 milioni di anni: più tempo di quanto separi noi dal Tirannosauro. Il suo vero vicino di casa era il Brachiosauro, che viveva negli stessi ambienti nello stesso periodo.

Come riconosci uno Stegosauro fatto bene?

La sagoma è semplice, ma proprio per questo gli errori si vedono subito. Guarda la figura dall'alto e di lato.

  • Le placche alternate. Nell'animale vero sono in due file sfalsate, non appaiate una di fronte all'altra come le orecchie di un coniglio.
  • Le più grandi al centro. Le placche crescono dal collo verso la metà della schiena e poi tornano a rimpicciolire verso la coda.
  • Quattro aculei sulla coda, rivolti all'indietro e verso l'esterno, non dritti verso l'alto.
  • La schiena arcuata. Le zampe posteriori erano molto più lunghe delle anteriori, quindi il punto più alto del corpo è sopra i fianchi e la testa resta vicina al suolo.
  • La testa piccola e stretta, con il becco in punta.

Le figure più vecchie a volte mostrano la coda trascinata a terra: è una postura superata, perché le impronte fossili non mostrano segni di code strisciate.

Quali prodotti dello Stegosauro trovi qui?

I modelli collegati a questa specie sono quattro, e coprono età e usi molto diversi.

Lo Stegosauro Schleich 15040 è lungo 20 cm, ha le placche dipinte in rosso e la coda con gli aculei. Non ha batterie né parti da montare ed è indicato dai 3 anni: è il modello da gioco quotidiano, da affiancare ad altre figure della linea che trovi tra i dinosauri Schleich.

Per un bambino che vuole scavare c'è il kit Robo Alive Mini Dino Fossil Find. Nella confezione ci sono due kit: uno con uno Stegosauro e uno con un Gigantoraptor. Si scava tra roccia, sabbia e slime, si montano le ossa, e quando i due scheletri si scontrano si accendono luci e versi. Per questa funzione servono le batterie. È indicato dai 3 anni, ma lo slime sporca: meglio un tavolo lavabile e un adulto vicino.

Lo Stegosauro Hammond Collection JCH08 di Mattel è pensato per i collezionisti: circa 43 cm, 15 punti di articolazione, occhi in vetro e una coda cablata che mantiene la posa. Non ha suoni né luci, è indicato dagli 8 anni e al primo utilizzo va montato da un adulto.

Infine lo scheletro di Stegosauro Nifeliz si costruisce con 665 pezzi in plastica ABS e misura circa 43 cm, su una base in stile museo con targhetta. Il produttore lo indica dai 16 anni. Altri modelli simili sono nella pagina degli scheletri di dinosauro da costruire.

Domande frequenti

Quanti anni fa visse lo Stegosauro?

Tra circa 155 e 150 milioni di anni fa, nel Giurassico superiore. È molto più antico del T-Rex e del Triceratopo.

Quante placche aveva lo Stegosauro?

Nella specie meglio conosciuta se ne contano 17, in due file sfalsate. In fondo alla coda c'erano poi quattro aculei.

Lo Stegosauro era carnivoro?

No, era erbivoro. Il becco e i piccoli denti servivano a strappare e tagliuzzare piante basse.

Qual è il prodotto più adatto a un bambino di 3 anni?

La figura Schleich, robusta e senza meccanismi. Il kit di scavo è indicato dalla stessa età, ma richiede più presenza di un adulto.

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